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La città involontaria

 


Attraverso la città grigia, sradicata dei colori autunnali, con gli occhi dentro il libro della Ortese: un recupero significativo in questi giorni di Sud abbattuto e ucciso, come la norma civile prevede.

La povertà significa orrore, non ha nulla di affascinante, respinge l’anima e condanna gli uomini.

Una miseria senza più forma, silenziosa come un ragno, disfaceva e rinnovava a modo suo quei miseri tessuti, invischiando sempre più gli strati minimi della plebe, che qui è regina. Straordinario era pensare come, in luogo di diminuire o arrestarsi, la popolazione cresceva, ed estendendosi, sempre più esangue, confondeva terribilmente le idee all’Amministrazione pubblica, mentre gonfiava di strano orgoglio e di più strane speranze il cuore degli ecclesiastici. Qui, il mare non bagnava Napoli. Ero sicura che nessuno lo avesse visto, e lo ricordava. In questa fossa oscurissima, non brillava che il fuoco del sesso, sotto il cielo nero del sovrannaturale”.

Pubblicato il 7/10/2009 alle 18.0 nella rubrica le recensioni inutili.

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