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Questione di priorità

un altro senso 11/3/2009

Medici Senza Frontiere ha pubblicato il nuovo rapporto sulle crisi umanitarie più ignorate dai media italiani nel 2008.
Il rapporto contiene l'elenco delle crisi umanitarie e un'analisi realizzata in collaborazione con l'Ossservatorio di Pavia sullo spazio dedicato alle crisi umanitarie dai principali telegiornali italiani.
Le principali crisi umanitarie identificate come le più gravi, e ignorate, del 2008 sono: emergenza umanitaria in Somalia; crisi sanitaria in Myanmar e Zimbabwe; il coinvolgimento della popolazione civile nella guerra del Congo Orientale; i civili uccisi nel Pakistan nord-occidentale; il dramma perenne del Sudan; il dilagare della coinfezione HIV-TBC.
L'analisi delle edizioni dei telegiornali RAI e Mediaset (diurne e serali) conferma la tendenza riscontrata negli ultimi anni di un calo costante delle notizie sulle crisi umanitarie: dal 10% del totale delle notizie nel 2006, al 6% nel 2008 (4901 notizie sul totale di 81360).
Si tralascia di seguito, per carità di patria, la percentuale di notizie dedicata a Flavio Briatore e Elisabetta Gregoraci. No, dico, vuoi mettere?
 

Centuria

le recensioni inutili 6/3/2009



Centuria
(1979) di Giorgio Manganelli è uno dei libri davvero impossibili del Novecento italico, peraltro un po’ misero di opere di rottura dal respiro come minimo europeo. 
Dal sottotitolo si legge: cento piccoli romanzi fiume. Romanzi?! Già, l’uso al plurale del termine indicante il pervertito genere letterario viene qui privato della sua spocchia nobile, grandiosa, dall’“ampio respiro narrativo”. Ma come? cento romanzi in un libro? In realtà, ovviamente, non è così. Siamo davanti piuttosto a spicchi raggelati di altri mondi, talvolta a trascrizioni allucinate di incubi appena scampati. In definitiva, una raccolta ragionata di paradossi metafisici e sentimentali.
Quanto alla forma (la benedetta forma...), anche se sarebbe buono e giusto accostare l’opera al Gruppo ’63, in effetti la matrice ideale è da ricercare nell’anamorfismo, artitificio rinascimentale ma più grandiosamente barocco atto a cangiare aspetto e percezione di un ente (libro, stanza, animale, donna, i barocchi facevano di tutto..); soltanto sciogliendo l’inganno l’ente stravolto torna alla sua “appercezione” naturale. Ed ecco questi cento fantasmi di storie ficcati in volume. Da orgasmo, anche solo da tenere chiusa in mano, l’edizione Adelphi 1995.

Delirium bloggans

dispacci 1/3/2009

 


Ho smarrito il senno nel tentativo, maldestro, di restaurare l'immagine sbiadita di questo blog.
La veste grafica dicesi "template".
Ne ho provati di ogni.
Il simple 3 aveva sì un'elegante banda bleu che stava così bene come intestazione, ma non ci entravano tutte le carabattole laterali: e in più la grafica dei link era terrificante.
Ho scartato anche tutte le gradazioni di viola, per paura che fossero troppo effeminate. Quando poi ho inserito la versione winter, non s'è capita più 'na mazza: è diventato tutto bianco, lo sfondo, e le scritte color neve sporca, e dunque illeggibili.
Per due giorni ho lasciato on line un'impaginazione color arancia di Sicilia: sparatissima, urticante, priva della benchè minima sfumatura.
Insomma, ventissséei template in quarantotto ore.
Bene, ho pensato, e adesso come ne usciamo? Se tutti mi fanno cagare e quello vecchio non va più?
Ecco, non sono attrezzato per la crisi.
Poi un'illuminazione: i sani, tradizionali toni di grigio.
Un po' scuro, ma passabile.